La campagna toscana fu, quindi, l'ideale posizione per ricominciare a coltivare la mai sopita passione per il biliardo; Emilio Rogai decise di concentrare le sue attività nell'ambito del commercio del biliardo e della lavorazione artigianale avvalendosi anche dell'aiuto dei figli; in particolar modo di Mauro, che fin da bambino ebbe l'insegnamento dei migliori maestri falegnami e tecnici del tavolo verde da biliardo.
Firenze era riconosciuta ormai da tutti come una delle più grandi scuole biliardistiche, avvalendosi di giocatori entrati nella leggenda. Mauro Rogai, partecipe di tale realtà del mondo del biliardo, riuscì così ad arricchire ogni sua conoscenza in modo tale da ampliare il suo lavoro anche alla produzione di stecche da biliardo, che da subito suscitarono in lui una vera passione. La professionalità dell'azienda si arricchì sempre più con l'aiuto dei componenti familiari che andarono a ricoprire ogni mansione lavorativa così da creare una vera impresa familiare del biliardo, e svolgere quindi un mestiere particolarmente vivace e creativo.